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Rischio sciopero generale degli uomini e donne in divisa

È quello che potrebbe succedere in conseguenza dell'annuncio del blocco degli stipendi per i dipendenti pubblici

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I termini di della nota di una riunione tra sindacati e Cocer sono decisamente duri. E si riferiscono al mancato rinnovo del contratto con il conseguente aumento di stipendio. Alla notizia che il blocco salariale rimane questa volta gli animi si sono davvero scaldati. Dal documento emerge come ormai l’esasperazione abbia raggiunto livelli allarmanti, per quella che viene vista, ancora una volta, come una mancata riconoscenza della dedizione e del lavoro svolto dagli uomini e dalle donne in divisa. Che, oltre alle già note carenze di mezzi con cui lavorano, devono garantire un settore sensibile, come quello della sicurezza, per un cifra (1300 euro al mese) considerata ormai più che inadeguata.

Delusione
Emerge una grandissima delusione dal documento frutto della riunione sindacale. Delusione da parte di chi, nonostante l’impegno e la dedizione, ha nuovamente visto disattese le molte promesse e i molti impegni assunti sia dalla politica sia dai vertici dei Corpi riguardo lo sblocco del tetto salariale che, ora, veniva considerato come un atto dovuto.

Cosa dicono
Riportiamo letteralmente, così come trovato anche sul sito grnet.it, parte della nota congiunta sindacati-Cocer: “Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica siamo costretti, verificata la totale chiusura del Governo ad ascoltare le esigenze delle donne e degli uomini in uniforme per garantire il funzionamento del sistema a tutela della sicurezza, del soccorso pubblico e della difesa del nostro paese, atteso le numerose richieste di incontro rivolte al Presidente del Consiglio, ad oggi inascoltate, a dichiarare lo sciopero generale di questi comparti poiché anche i Caou dei singoli Corpi e Dipartimenti e i relativi Ministri hanno girato le spalle al proprio personale”. Proprio nelle ultime ore Renzi si è dichiarato disposto a ricevere i rappresentanti sindacali ma “non a subire ricatti”.

Un vero duello
I tono sono tutt’altro che concilianti visto che i sindacati arrivano a dichiarare di voler chiedere le dimissioni di capi dei Corpi e Dipartimenti civili e militari e dei rispettivi ministri qualora non venga risolta la questione dei blocchi salariali. Il Governo risponde sostenendo che non trova opportuno parlare di aumenti di stipendio ora, con milioni di disoccupati. A essere rimesso in discussione potrebbe anche essere il fatto che l’Italia è l’unico paese ad avere cinque forze di polizia. Sono molte dunque le questioni sul tavolo.




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