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Marina Militare ed Esercito hanno stipulato un accordo storico

Che significati e che conseguenze avrà l'accordo stipulato tra Marina Militare ed Esercito Italiano per la costituzione di un gruppo interforze? Una migliore razionalizzazione delle risorse tecniche e umane porterà ad un risparmio, a una maggiore efficienza e, magari, a migliori investimenti sulle persone

accordo esercito marinaNotizia di cui forse è difficile capire la portata per chi non bazzica nel mondo delle Forze Armate e che, forse proprio per questo, non è stata praticamente presa in considerazione. Una delle poche testate che ha fatto eccezione a questo silenzio è il quotidiano on line Linkiesta.it

Vediamo di cosa si tratta. La Marina Militare e l’Esercito hanno stipulato poche settimane fa, un accordo in base al quale gli elicotteri Augusta AH-129D, appartenenti all’Esercito, saranno utilizzati direttamente dalle navi della Marina. Per ch non si interessa di cose militari questa notizia non dice nulla, dal momento che forse sembra scontato che un elicottero possa decollare e atterrare dal ponte di una nave. In realtà le cose non stanno affatto così e questo accordo ha molte ricadute, non solo simboliche ma anche organizzative di non poco conto.

Le ricadute simboliche risiedono nel fatto che, per molti aspetti, vi è sempre stata una sorta di campanilismo tra diverse Forze Armate che ha reso complesse operazioni di condivisione; ma l’aspetto più importante è, invece, quello organizzativo. Ed è importante dal punto di vista tecnico perché un elicottero deve essere adattato all’impiego sulle navi, ed è importante dal punto di vista della fomrazione perché sarà necessario un interscambio di esperienze tra piloti della Marina e piloti dell’Esercito.

Questo accordo è figlio di una strategia da tempo studiata e che ha visto la nascita già dagli inizi degli anni ’90, grazie agli studi del Corpo dei Marines; si trattava di capire come utilizzare le navi per intervenire operativamente anche sulla terraferma. La marina MIlitare e l’Esercito iniziarono timidamente ad adottare questa visione durante le operazioni in Somalia ma in termini appena accennati.

Adesso le cose cambiano e cambieranno anche i criteri addestrativi dei piloti: i piloti della Marina hanno la qualifica definita “Bravo” cosa che non hanno i piloti dell’Esercito. Quindi si darà vita ad un interscambio di istruttori e di competenze che vedrà, prima, piloti della Marina acquisire l’abilitazione al volo con gli elicotteri AH-129D; successivamente i piloti dell’Esercito saranno addestrati per entrare in possesso della qualifica di cui parlavamo prima: dovranno quindi essere formati, tra le altre cose, al volo notturno sul mare, alle tecniche di sopravvivenza in mare piuttosto che alle tecnciche di sicurezza operativa a bordo delle unità navali. Oltre a ciò gli elicotteri saranno sottoposti a profondi adattamenti tecnici per poter essere utilizzati sulle navi e in condizioni proibitive marine.

Tutto ciò, a parte importanti modifiche operative e professionali, potrà avere ricadute organizzative volte ad eliminare dispendiose duplicazioni di ruoli e di macchinari: e questo significherà poter risparmiare risorse economiche liberandole  per una più efficace funzionalità operativa e di risorse umane. E in tempi di tagli è facile capire quanto sia importante agire in questa direzione per poter continuare a garantire immissione di uomini e donne nuovi nelle nostre Forze Armate.




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