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La Guardia di Finanza esclude dal concorso una concorrente perché incinta. Il TAR del Lazio interviene

Cosa era accaduto

ufficiali guardia di finanzaLa Guardia di Finanza aveva escluso una concorrente dal concorso perché incinta al momento delle visite mediche. Il TAR del Lazio dichiara illegittimo tale provvedimento. Tutto comincia lo scorso settembre quando la donna viene esclusa dal concorso straordinario finalizzato al reclutamento di 400 allievi finanzieri. La donna, soldatessa in ferma pluriennale aveva fatto domanda per entrare in GdF ma, la commissione, riguardo la voce “mantenimento dei requisiti psico-fisici aveva ritenuto non possibile il suo ingresso al concorso. Quindi, in base ad alcuni articoli, l’aveva ritenuta non idonea. Il suo stato fu ritenuto un temporaneo impedimento.

La donna ha però fatto ricorso e il Tar lo ha accolto facendo riferimento all’articolo 3 e 51 della nostra Costituzione in cui si parla della garanzia, per tutti i cittadini, di accedere agli uffici pubblici senza distinzione di sesso in base al più generale principio di uguaglianza. I suoi avvocati hanno anche riportato la normativa comunitaria che riguarda l’applicazione del principio di parità di trattamento fra uomini e donne per quanto concerne l’accesso al lavoro.

Il TAR

Dal canto suo il TAR ha messo l’accento sulla tutela della maternità stabilita per legge. In parole più semplici, come citato testualmente “alla lavoratrice madre non può derivare alcuna conseguenza sfavorevole dalla circostanza di trovarsi incinta”. Su tali basi il TAR ha considerato illegittima l’esclusione della donna dal concorso.

Secondo quanto riportato dal sito grnet.it, il caso di questa donna non sarebbe isolato. La stessa cosa era, infatti accaduta al Caporal Maggiore dell’Esercito Valentina Fabbri nel 2011. Anche lei era stata dichiarata non idonea per lo stesso motivo. E anche allora il TAR aveva accolto il ricorso. E anche allora il tribunale aveva sostenuto che lo stato di gravidanza non possa, per nessun motivo, essere equiparato ad una malattia o imperfezione che comprometta l’idoneità psico-fisica di una donna relativamente ad un suo reclutamento nelle Forze Armate




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