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I due Marò italiani: a che punto siamo

In occasione della parata per la Festa della Repubblica del 2 giugno si è tornato a parlare dei nostri due Marò, Latorre e Girone, da quasi due anni e mezzo, trattenuti in India

maroAbbiamo solo obbedito agli ordini
È questa la frase che è risuonata forte e chiara, direttamente da Delhi. A pronunciarla Salvatore Girone, uno dei due Marà italiani, durante un collegamento via web durante l’audizione delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Girone e Latorre, i Marò della Brigata San Marco, sono in India ormai da due anni e quattro mesi in attessa di un processo che si pronunci definitivamente sulla questione dell’uccisione di due pescatori del Kerala. Una situazione difficile e infinita rispetto alla quale la stanchezza e l’amarezza dei due Marò è risuonata evidente dal tono di Girone. Che chiede con forza che riprendano immediatamente trattative e dialogo tra India e Italia. Cosa indispensabile affinché prenda corso quell’arbitrato internazionale che non può partire se il governo italiano e il nuovo governo indiano non trovano un accordo. E il tempo passa.

Cosa fa il governo italiano
È questa la domanda che si stanno ponendo i due Marò e le loro famiglie. Secondo il Ministro Mogherini si starebbe usando una nuova strategia, quale però non si sa. E questa incertezza fa da controcanto alle parole di Girone che, invece, sembra avere le idee molto chiare. I due nostri militari chiedono che venga ribattuta la difesa di alcuni diritti come quello dell’immunità di funzione, dal momento che l’operazione che li ha visti coinvolti è stata effettuata nell’ambito di un servizio di anti-pirateria e, per di più, in divisa. Parole che ribadiscono in maniera molto forte il diritto di tutti i militari di vedere tutelati i propri diritti.

Innocenza ribadita
Anche Latorre ha insistito sull’aspetto dell’internazionalizzazione. Elemento fondamentale per dare a questa vicenda le dimensioni che merita. Ciò che è stato chiesto, con forte coinvolgimento emotivo, da entrambi i Marò, è la ripresa del dialogo tra i due paesi che, come ricordano i militari, hanno anche firmato dei precisi accordi.

Le parole della politica
Anche in questa occasione non sono mancate parole o gesti che rischiano di comparire solo di facciata. Almeno stando ai risultati. Come la decisione di Fratelli d’Italia di non partecipare all’audizione. O come, allargando il tiro, l’appoggio all’Italia dato dall’assemblea parlamentare della NATO o del presidente della Commissione Esteri del Senato, Casini, che preannuncia una nuova missione parlamentare in India. Certo parole di solidarietà e annunci. Ma resta il fatto che, questa vicenda, sta andando avanti da quasi due anni e mezzo.




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