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Gruppo di intervento speciale

Si tratta del celeberrimo GIS, forza speciale dell'Arma dei Carabinieri: un corpo a cui si accede dopo un lungo e massacrante addestramento a cui sopravvivono solo gli elementi migliori. E non potrebbe essere diversamente vista la delicatezza dei compiti che sono chiamati a svolgere

gis arma dei carabinieriStiamo parlando del famoso GIS, appartenente all’Arma dei Carabinieri e nato nel 1978. Anche il Gruppo di intervento speciale vide la luce negli anni del terrorismo ed ebbe, da subito, un carattere interforze. Alla costituzione del GIS parteciparono infatti la Marina Militare che fornirono personale dal Comando subacqueo incursori; l’Esercito che prese alcuni uomini dall’allora battaglione Col Moschin; i Carabinieri con alcuni paracadutisti del battaglione Tuscania; la Polizia di Stato. Questo raggruppamento si chiamava originariamente UN.I.S.

Nel tempo però, mentre la Marina Militare e l’Esercito mantennero i loro uomini UN.I.S nei loro reparti, i Carabinieri diedero vita a un reparto autonomo chiamato appunto GIS, mentre la Polizia di Stato creò i NOCS. Il battesimo del fuoco del Gruppo di intervento speciale avvenne durante una rivolta all’interno del carcere di Trani, dove la matrice terroristica richiedeva un tipo di intervento specializzato.

Dal punto di vista operativo il GIS viene impiegato soprattutto la dove vi siano azioni particolarmente impegnative che abbiano a che fare con la liberazione di ostaggi. L’Arma li usa poi anche come aiuto alle unità territoriali quando si tratta di organizzare azioni di cattura di criminali o evasi di rilevante pericolosità. Dal momento che il GIS fa parte dei Carabinieri, può essere utilizzato anche all’estero; ed è per sottolineare questa possibilità che, nel 2004, il GIS è passato dall’essere una unità controterrorismo a forza speciale.

Il GIS è di stanza a Livorno ed è composto da un numero di uomini di imprecisata quantità. Comandato da un tenente colonnello si articola in una sezione comando, in una sezione amministrativa e in una sezione addestramento. Il ramo operativo, a sua volta composto da tre sezioni, ha in quella di combattimento la sezione più articolata: comprende squadre costruite da quattro uomini ciascuno specializzato in ambiti diversi come gli esplosivi. Uno dei punti di forza di questo gruppo è, oltre alla preparazione tecnica dei suoi uomini, anche l’estrema velocità con cui è in grado di intervenire, grazie alla sua estrema snellezza logistica.

Facile immaginare la durezza e la complessità dell’addestramento a cui vengono sottoposti gli uomini di questo gruppo. I Carabinieri che fanno domanda per entrarvi vengono mandati al reggimento Tuscania per una prima durissima fase di selezione che sfoltisce enormemente i candidati. Chi supera le selezioni trascorre nove mesi al reggimento per iniziare il corso che comprende lezioni di paracadutismo, uso di armi speciali ma anche corsi specialistici.

Dopo un’ulteriore selezione, coloro i quali superano questi nove mesi devono frequentare un corso base e un corso specialistico. Ogni fase presuppone un’ulteriore selezione a cui “sopravvivono” solo i migliori. Il corso base prevede, tra le altre impegnative fasi, varie lezioni di tecniche di irruzione, tecniche fotografiche, tiro e valutazione degli obiettivi. Il corso specialistico, della durata di oltre sei mesi, prevede lezioni e addestramento all’assalto anfibio, alle tattiche di guerriglia e all’assalto ad aeromobili; più molte altre specialità.

Vista la delicatezza del lavoro svolto e la necessità di avere sempre personale altamente qualificato, chi entra nel GIS si deve preparare a una sorta di formazione continua che passa attraverso corsi di perfezionamento e di specialità che spaziano dal paracadutismo a corsi per tiratori scelti, da corsi per la bonifica di esplosivi a corsi per la direzione di attacchi aerei da terra e designazione degli obiettivi. La formazione degli uomini del GIS si avvale anche della collaborazione con reparti militari esteri.




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