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Concorsi pubblici e i bandi “ad personam”

Concorsi pubblici e bandi ad personam. Un’anomalia tutta italiana. Alcuni dei concorsi più sospetti

Situazione generale

concorsi pubbliciComunque la si pensi parlare di concorsi pubblici e bandi “ad Personam” è purtroppo sempre attuale. Soprattutto in un paese, l’Italia, in cui la situazione occupazionale, spinge molte persone a pensare di partecipare ad un concorso pubblico nella speranza di trovare l’agognato posto fisso. Purtroppo però, non mancano i casi di concorsi pubblici e bandi “ad personam” cioè fatti apposta per suscitare almeno il sospetto che siano stati attivati solo per assumere esclusivamente determinati candidati.

Qualche mese fa il Quotidiano.it aveva pubblicato un articolo, ripreso anche da blastingnews, in cui si avanzava qualche perplessità, solo per fare qualche esempio, su concorsi come quello per 559 agenti di Polizia di Stato, quello per Allievi Agenti della Polizia Penitenziaria, quello per allievi marescialli della Guardia di Finanza. Perplessità che diventa amarezza quando si pensa che, a fare le spese di questi concorsi pubblici e bandi “ad personam” sono uomini e donne che ci credono davvero, ci sperano e studiano per prepararsi ad affrontare le selezioni.

Situazione italiana

Purtroppo in Italia queste cose non sembrano essere episodi isolati. Spesso i concorsi sono occasione non per assumere i più meritevoli, ma per sistemare parenti o amici. Le perplessità riguardano alcuni concorsi pubblici in cui i requisiti richiesti sembrano davvero fatti apposta non per fare una legittima scrematura ma, semmai, per far accedere ben specifici candidati. Situazione grave già fatta presente, a suo tempo da Cantone. Non solo nelle forze armate ma in molte PA, enti locali o ministeri, c’è stato qualche sospetto (molto forte) perché questa situazione, oltre ad essere comunque scandalosa, impedisce di fatto ai più preparati di partecipare alle selezioni, fin dall’inizio.

L’articolo del Quotidiano.it aveva messo in luce alcuni numeri come, per esempio, quello dei precari idonei e vincitori non ancora assunti che ammonterebbe a circa 151mila. Non tralasciando di far notare come in alcune PA lavorino, o abbiano lavorato seppur da precari, persone che non hanno mai partecipato ai concorsi pubblici. Insomma sembra tutto un maneggiare per stabilizzare amici e parenti, senza non solo premiare il merito ma, molto spesso, senza neanche tenere presenti le reali necessità di personale.

Un esempio

Un caso, in particolare, viene portato come esempio di concorsi pubblici e bandi “ad personam” ed è quello di un non lontano bando di concorso alla CONSOB. Tale bando si rivolgeva a chi fosse in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado e che avesse maturato un’esperienza di almeno sette anni presso la Banca d’Italia o autorità amministrative indipendenti. Secondo quell’articolo il sospetto era che tale concorso fosse stato bandito solo per sistemare chi, per sette anni, ha avuto mansioni esecutive all’interno della PA.

Numero di ricorsi

Forse è anche per questo che, in Italia, a inizio anno erano già diecimila i ricorsi fatti da gennaio fino a risalire a cinque anni prima. Selezioni e concorsi che hanno preso la strada del TAR e del Consiglio di Stato, come pubblicato da IL Sole 24 ORE. Diecimila ricorsi in cinque anni sono tantissimi

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