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Carabinieri in cucina

Non è l'inizio di una barzelletta ma il segno di uno squilibrio nella distribuzione delle funzioni a cui vengono destinati molti carabinieri anziché lavorare sulla strada e sul territorio

carabinieriLe contraddizioni di un sistema
Mentre uomini politici e sindacalisti, seppure da punti di vista diversi e con motivazioni diverse, lamentano il fatto che i tagli al comparto sicurezza minino sempre più la funzionalità dei carabinieri e la generale sicurezza dei cittadini, emergono numeri quanto meno curiosi. E sono numeri che si riferiscono alle funzioni a cui vengono destinati migliaia di militari dell’Arma, “distratti” dall’operatività su strada e territorio per svolgere altri lavori. Sarebbero infatti 6000 i carabinieri che vengono impiegati in attività contabili, logistiche, spese e cucina. Sì, avete letto bene.

Condizioni economiche ridicole
Carabinieri in cucina e tra i fornelli sono conseguenza di un trattamento economico ridicolo e mortificante: dei buoni pasto dell’ammontare di una cifra di 2,50 euro. E non è uno scherzo. È evidente che con queste cifre i carabinieri, per mangiare, debbano ricorrere a quelli che vengono chiamati “punti di cottura” dentro le stesse caserme. E la cosa che più sorprende è che, le regioni meno virtuose siano quelle del nord come Lombardia, Veneto, Emilia e Piemonte.

La denuncia arriva dalla Liguria
È stato infatti il Cobar ligure a rendere pubblica la situazione con una denuncia. In un documento ufficiale viene detto che i militari devono prepararsi il cibo all’interno delle caserme e consumarlo in mezz’ora teoricamente. Un fatto che è stato denunciato dai militari come forma di disagio sia organizzativo sia economico. Insomma con 2,50 euro non si riesce a capire che tipo di pasti si possano permettere i militari. Da qui il ricorso ai punti di cottura e al conseguente utilizzo di altri militari come cucinieri. Il fatto è stato reso pubblico anche e soprattutto per mettere in luce un modo quanto meno strano di usare personale dell’Arma mentre è in servizio.

La notizia è meno irrilevante di quanto possa apparire a prima vista perché, la denuncia del Cobar, serve per capire quanti carabinieri vengano, ogni giorno, distratti da quelle che sono le loro funzioni istituzionali. Oltre a evidenziare un trattamento economico davvero fuori da ogni logica di mercato. Nella delibera del Comando Legione Carabinieri “Liguria” viene anche riportata una tabella in cui sono riportati i numeri dei cosidetti “punti di cottura” presenti nelle diverse regioni. Balza all’occhio, come dicevamo la situazione della Lombardia in cui questi sono 348 e risultano in aumento; i 257 del Piemonte e i 245 dell’Emilia. La regione più virtuosa le Marche con “solo” 15 punti di cottura. Fonte grnet.it




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