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Borse di studio al Ministero dell’Istruzione: nuove regole

Poche settimane fa il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca ha comunicato le nuove regole per accreditare i corsi di dottorato e borse di studio

ministero istruzioneLinee guida
Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha reso note le nuove norme e i relativi requisiti per accreditare i corsi di dottorato e le relative borse di studio. Provvedimenti che cambieranno alcune cose nei bandi di concorso, inevitabilmente. Il decreto ministerial 45/2013 ha introdotto alcuni cambiamenti nei percorsi formativi post laurea. Si tratta di norme che un po’ restringeranno il numero di corsi, dipendendo anche dal numero dei docenti del collegio e al tetto minimo di borse di studio che passano da 4 a 6 e che, come riportato anche da IL Sole 24 ORE, dovranno ricoprire almeno il 75% dei posti disponibili.

Cosa significa
Significa che qualcosa cambierà nei dottorati di ricerca del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca che verranno banditi. Per l’anno accademico 2014-2015 essi verranno attivati quando il collegio sarà composto da almeno 16 docenti di cui 4 ricercatori. Oltre a questo nuovo requisito sarà necessario che per ogni corso ci siano a disposizione almeno 6 borse di studio. Se poi i dottorati sono strutturati come collaborazione tra più atenei le borse di studio non potranno essere meno di tre. La filosofia sottesa a queste nuove linee guida vuole essere quella di mettere a disposizione un numero di borse di studio proporzionato al numero di posti messi a concorso. I dottorati industriali, in collaborazione con le imprese, dovranno poi rispettare assolutamente questo requisito: partecipare a progetti di ricerca sia in ambito nazionale sia in ambito internazionale.

Un provvedimento criticato
E non sono mancate le critiche proprio dai dottorandi e dai dottori di ricerca contro questi provvedimenti del Ministero dell’Istruzione. Secondo molti di loro, queste nuove norme rischierebbero di ridurre troppo i posti a concorso, confermando la già non poco onorevole posizione dell’Italia nella graduatoria dei paesi europei per numero di dottorandi. Anche la stretta riguardo al numero di ricercatori nel collegio docenti lascia molto perplessi. Nello specifico questo provvedimento risulta un grosso limite perché, gli attuali blocchi nel turn over, potrebbero rendere impossibile formare un collegio docenti adatto alla predisposizione del corso di dottorato.

Indubbiamente questi provvedimenti avranno qualche ripercussione sui concorsi all’interno del Ministero dell’Istruzione, Ricerca e Università.

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